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Il Programma Cultura di Europa Creativa: cosa ci aspetta per il 2018?

Immagine raffigurante 3 carte da gioco con la scritta 'Past - Present - Futture'

Il Programma Cultura di Europa Creativa: cosa ci aspetta per il 2018?

IL PROGRAMMA CULTURA E I PROGETTI DI COOPERAZIONE: TUTTO TACE?

Dopo la scadenza del 18 gennaio 2018 sui progetti di cooperazione europea tutto sembra tacere dietro le quinte del Programma Cultura. Chi ha partecipato dovrà aspettare il mese di giugno per conoscere i risultati della selezione e, magari, avere l’opportunità di fare il giro dell’Europa con il suo progetto. Dovrà aspettare di meno chi ha partecipato alla call speciale sull’ Anno Europeo del Patrimonio Culturale, perché i risultati sono previsti per il mese di aprile.

Per chi ancora non lo sapesse, la call sui progetti di cooperazione europea è una delle più ambite del Programma Cultura. L’Italia dal 2014 è il Paese che ha ricevuto più finanziamenti e qui potete farvi un’idea dei risultati di selezione della call 2017.

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I progetti di cooperazione prendono forma insieme ai cosiddetti partner per condividere, muovere idee, opere e artisti in Europa, coprodurre - magari anche insieme al pubblico - creare strategie sull’audience development e/o nuovi modelli di business culturale, migliorare le competenze degli operatori culturali, senza dimenticarsi delle nuove tecnologie.

Molti di voi ci hanno scritto in questi mesi per sapere se anche quest’anno ci sarà una nuova call. La risposta è sì. La call sui progetti di cooperazione ha una cadenza annuale e le priorità rimangono le stesse. Come vi consigliamo sempre, è meglio muoversi in anticipo, perché scrivere un progetto europeo richiede tempo: tempo per trovare i partner - “no partner, no party” è, infatti, il nome del nostro infoday annuale sulla call - tempo per cercare l’ispirazione insieme a loro, tempo per disegnare il copione di un progetto che dovrà uscire dai confini nazionali e raggiungere quello che viene chiamato “valore aggiunto europeo”.

Molti di voi, invece, sanno che ci sarà una nuova call quest’anno, ma ci hanno scritto per conoscere la data di pubblicazione. Non possiamo dare una risposta precisa, perché la pubblicazione di una call dipende da un processo di negoziazione a Bruxelles, che non può essere fissato già da adesso su un calendario. Per darvi un’idea, possiamo suggerirvi che dovrete aspettare almeno l’autunno e che negli ultimi due anni la call è stata pubblicata a fine settembre.


IL PROGRAMMA CULTURA E LE TRADUZIONI LETTERARIE: A MARZO LA NUOVA CALL

Oltre alla call sui progetti di cooperazione, la storia del Programma Cultura fino al 2020 avrà come protagonista anche un bando per le case editrici che vogliono tradurre opere letterarie e promuovere la circolazione della letteratura in Europa.

La traduzione deve riguardare soltanto opere di narrativa (romanzi, racconti brevi, fumetti, opere teatrali, poesia e opere per l’infanzia). Quindi, non sono ammesse le opere che fanno parte di generi diversi dalla narrativa, tra cui: autobiografie, biografie o saggi privi di elementi narrativi; guide turistiche; opere accademiche delle scienze umanistiche (storia, filosofia, economia, ecc.) e opere attinenti al settore scientifico (fisica, matematica, ecc.).
Le opere, inoltre, non devono mai essere state tradotte nella lingua che si sceglie per la traduzione.

Per la call di quest’anno ci sono due schemi di finanziamento:

  • progetti biennali: hanno una durata di massimo due anni e un co-finanziamento UE del 50% per un massimo di 100.000 EUR. è possibile tradurre un pacchetto che va dalle 3 alle 10 opere;
  • accordo quadro di partenariato: è un contratto della durata di 3 anni che permette di tradurre ogni anno un pacchetto che va dalle 3 alle 10 opere. Il co-finanziamento UE annuale è del 50% per un massimo di 100.000 EUR.

L’EACEA ha annunciato che la call 2018 sarà pubblicata nella seconda settimana di marzo. Nel frattempo, vi consigliamo di leggere le linee guida dell'anno scorso, perché non ci saranno tanti cambiamenti.


IL PROGRAMMA CULTURA E GLI EVENTI IN ITALIA

Una foto dell'evento di Torino con Marzia Santone del Creative Europe Desk

Anche quest’anno abbiamo tanti eventi in programma dal nord al sud Italia e viceversa. Abbiamo iniziato a Milano lo scorso 9 marzo con un workshop sulle traduzioni letterarie allo spazio AIE della Fiera “Tempo di Libri”. è andata benissimo e siamo pronti per continuare il 19 marzo a Padova con la presentazione dei progetti di cooperazione europea.

E poi? E poi saremo a Firenze, Genova e in altre città italiane. Dateci solo il tempo di fissare le date e seguiteci su social network, sito e newsletter per scoprire il prossimo evento.


OLTRE IL PROGRAMMA CULTURA: COSA CI ASPETTA PER IL 2018?

Per Europa Creativa il 2018 è un anno importante e proiettato al futuro. è l'Anno europeo del patrimonio culturale, che ci invita a celebrare il passato per costruire un’Europa della Cultura, ed è un anno decisivo per la nuova generazione dei programmi europei dal 2021.

L’Anno europeo del patrimonio culturale è stato inaugurato il 7 dicembre a Milano durante il Culture Forum 2017, uno degli eventi più importanti della Commissione Europea sulle politiche culturali. Nel 2018 in Europa saranno organizzati tanti eventi e iniziative che potete scoprire sul sito ufficiale della Commissione Europea e sul sito ufficiale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

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Il patrimonio culturale unisce l’Europa attraverso la nostra storia e i nostri valori comuni e rappresenta la ricchezza e la diversità delle nostre tradizioni culturali. è un patrimonio condiviso che dobbiamo comprendere, tenere vivo e celebrare. Celebrare, però, non basta, perché il patrimonio culturale non appartiene solo al passato, ma può e deve essere proiettato al futuro per costruire un’Europa della Cultura.

In Italia l’Anno Europeo è coordinato dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Qui potete scoprire come partecipare all’Anno europeo e richiedere il marchio per il vostro evento.

La tensione al futuro la ritroviamo anche in questa citazione:

"Un'Unione più forte deve essere munita di adeguati mezzi finanziari per continuare a portare avanti le sue politiche. L'Unione è profondamente cambiata negli ultimi anni e altrettanto dicasi per le sfide cui deve far fronte. La nostra Unione ha bisogno di un bilancio che possa aiutarci a raggiungere i nostri ambiziosi obiettivi. Il quadro finanziario pluriennale per il periodo successivo al 2020 deve rispecchiare questa esigenza."

Queste parole sono tratte dal Programma di lavoro della Commissione per il 2018. Come molti di voi sapranno, non manca poi molto al 2020 e alla scadenza dell’attuale programmazione europea. È proprio per questo che durante quest’anno la Commissione presenterà proposte concrete per il quadro finanziario pluriennale post-2020 e per la prossima generazione dei programmi europei, compreso il successore di Europa Creativa.
La Commissione è partita dal documento di riflessione sul futuro delle finanze dell'UE per avviare una serie di consultazioni pubbliche su tutti i settori di spesa. Conoscere cosa ha funzionato, cosa non ha funzionato e cosa potrebbe funzionare meglio è molto importante per disegnare il futuro dell’Europa. E questo vale anche per il programma Europa Creativa.

Siete quindi tutti invitati a prendere parte alle consultazioni pubbliche che saranno aperte in questi mesi. Se siete interessati, potete partecipare alla consultazione pubblica sul Marchio europeo del patrimonio culturale fino al 24 maggio 2018.


PER CONCLUDERE: SOSTENERE LA CULTURA SIGNIFICA SOSTENERE L’EUROPA

E, per concludere, se per voi sostenere la cultura significa sostenere l’Europa, vi invitiamo a firmare il Manifesto di Culture Action Europe - “1% for Culture”- che comincia così:

“Siamo cittadini e organizzazioni che credono che la cultura sia il caposaldo dell'unità europea. La cultura ci unisce e dà voce al nostro senso di appartenenza alla comunità europea.
Riteniamo che la cultura svolga un ruolo cruciale nel difendere i valori europei, incoraggiando la comprensione reciproca tra i popoli d’Europa e promuovendo società diversificate e inclusive.
Siamo artisti, politici, operatori culturali, studenti, ricercatori e cittadini, e siamo fortemente convinti che la cultura sia pilastro di società sostenibili”.

Due le richieste di CAE ai decisori politici e ai governi nazionali per il bilancio UE post 2020:

  • Garantire che l'1% del bilancio di ciascun’area politica dell’Unione Europea venga destinato alla cultura (#commit1%).
  • Raddoppiare il budget per la Cultura (double4culture).

L’ultimo punto tocca molto da vicino Europa Creativa, che rappresenta lo 0.14% del budget UE 2014 - 2020. Il Programma Cultura ha solo il 31% del budget totale di Europa Creativa e il resto va al Programma MEDIA e allo strand transettoriale. Non è solo una questione di numeri, ma senza un aumento dei finanziamenti per il settore culturale e creativo le aspettative di molti operatori culturali rimarranno deluse, perché ci saranno sempre pochi progetti finanziati rispetto a quelli presentati.
Qui trovate tutte le informazioni sulla campagna di CAE.
Qui, invece, la speranza per la prossima programmazione UE per la Cultura. Da ottobre 2017 qualcosa è cambiato, perché il parlamento Europeo ha adottato un’azione preparatoria per il settore musicale europeo, che sarà implementata nel 2018 dalla Commissione Europea. Si tratta di Music Move Europe, che molto probabilmente sarà la base per un “MEDIA della musica” dal 2021.
Ve ne parleremo nella “prossima puntata”.

(continua)

Marzia Santone

14 Marzo 2018 - © Creative Europe Desk Italia

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